A parte i casi di vere e proprie patologie dismetaboliche, il livello di zucchero si abbassa fino a provocare sintomi così fastidiosi quando l’alimentazione non è corretta. Il più delle volte l’ipoglicemia si verifica per errori qualitativi e quantitativi nell’alimentazione. Gli errori più frequenti sono: un eccesso di zuccheri semplici (quelli dal sapore dolce) assunti in poco tempo e senza che siano accompagnati da altri nutrienti e un errato ritmo dei pasti, separati da fasi di diverse ore di digiuno.
Cibi troppo ricchi di zucchero semplice provocano infatti un’iperglicemia (livello troppo alto dello zucchero nel sangue) cui l’organismo cerca di porre rimedio provocando però, quando sono terminati gli zuccheri assorbiti, proprio una fase di ipoglicemia (“rimbalzo glicemico”). Un caffè a stomaco vuoto con un paio di cucchiaini di zucchero (che sia di canna non cambia nulla !); pause troppo lunghe (bastano poche ore) tra un pasto ed un altro, specialmente se non equilibrati, sono già sufficienti a provocare un’ipoglicemia. L’ipoglicemia diventa poi ancora più marcata, ed i sintomi più gravi, se si è in una situazione di stress, che già di per sé può essere sgradevole.
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