5 Alimenti che è meglio evitare
Eccoci arrivate al periodo in cui si rincorrono le Diete più strane per prepararci alla fatidica prova costume , ma in realtà bisognerebbe partire dall’eliminare dalle nostre tavole alcuni cibi veramente dannosi ed insospettabili , non stiamo parlando solo di bibite gasate o cibi ipercalorici .
Ecco i 5 alimenti che è meglio eliminare e, soprattutto, perché :
ZUCCHERO BIANCO
Lo zucchero bianco fu classificato come veleno dal dottor William Coda, in quanto non apporta nessuna sostanza utile all’organismo e brucia parte delle sostanze presenti.
Negli ultimi anni se ne è parlato molto, tanto che da una rapida ricerca su Google per la chiave “zucchero veleno bianco” risultano 1.400.000 risultati.
La discussione tra chi sostiene sia una bufala e chi documenta la pericolosità dello Zucchero è molto accesa, è davvero difficile comprendere quale sia la verità.
Da un consumo abituale infatti non deriva alcun rafforzamento dell’organismo e delle sue difese immunitarie, pertanto meglio ridurre al minimo, no?
In generale bisogna preferire gli alimenti non raffinati perché per la raffinazione si usano metodi poco salutari con impiego di calce, carbone ecc.
Inoltre con la raffinazione vengono perse proteine, fibre, minerali, importanti per l’organismo e che fanno sì che non ci sia un eccessivo aumento di glicemia con iperproduzione di insulina e aumentato rischio di diabete e malattie cardiovascolari.
PANE BIANCO
Il pane bianco è realizzato con farina bianca, ottenuta con tecniche che ne riducono fortemente la qualità della materia prima.
In primo luogo la macinatura finissima (0 o 00 alias zero o doppio zero) distrugge tutta la parte nutriente.
Inoltre riscalda la farina in questo modo la crusca viene praticamente bruciata, essendo la parte cellulosa del grano (la cellulosa è uno zucchero complesso non digeribile dall’intestino umano e per questo molto utile a scopo di “zavorra” per la parte di digerito che vogliamo eliminare, per questo si usa sia per dimagrire che per chi ha problemi di stitichezza).
Il problema sorge allorché bruciata, la Crusca viene ri-aggiunta alla farina bianca (molto spesso candeggiata non è uno scherzo).
Quindi si ha un doppio effetto per cui non solo NON si evitano gli effetti negativi della farina bianca ma a quelli si aggiungono gli effetti negativi delle ceneri della crusca aggiunte alla farina.
L’unico modo sarebbe farsi macinare il grano a bassa velocità (come si faceva prima con macina di pietra ed asinello che camminava in circolo) per evitare di bruciare la farina che dovrà essere stata separata con metodi tradizionali e quindi non completamente pulita della crusca.
Il mio consiglio: sulle tavole, preferite quello integrale!
IL DADO ( o BRODO PRONTO)
Il dado è spesso utilizzato per dare sapore a ciò che in natura un sapore non ha.
Esistono almeno 10 buoni motivi per eliminarlo dalla vostra lista della spesa:
Contiene glutammato. Il glutammato è un esaltatore di sapidità, cioè aggiunge sapore agli alimenti.
La letteratura sulla nocività di questa sostanza è controversa, sembra che se usato in maniera eccessiva possa portare a forme allergiche caratterizzate da mal di testa, arrossamenti ed asma.
Sono da preferire quelli che sulla confezioni riportano la dicitura: senza glutammato
È grasso. Il secondo ingrediente del dado è il grasso di origine animale o vegetale. La nocività del grasso, soprattutto in dosi eccessive è indubbia.
È artificiale. Il dado è uno degli alimenti di sintesi per eccellenza. Gli ingredienti stessi non sono mai di origine naturale per praticità o per questione di costi.
Ha ingredienti di scarsa qualità. Gli ingredienti del dado vengono estratti chimicamente da scarti di produzione animale (ossa, frattaglie e altri scarti) e vegetale (oli di oliva, colza, palma, ecc.).
Fa male alla salute. Il dado è un additivo ipercalorico e povero di sostanze nutritive. L’uso intensivo agevola l’insorgere di malattie legate all’ipertensione e all’obesità.
Copre i sapori. La funzione del dado è quella di esaltare il sapore o meglio dare sapore a qualcosa che ne ha poco. Tutto quello che contiene dado tende ad avere lo stesso sapore omologato, tipico delle produzioni industriali
Crea abitudine. L’abitudine al sapore del dado rende i sapori naturali men appetibili e spinge quindi ad un suo uso maggiore. Abitua inoltre al sapore dei prodotti industriali che fanno un uso massicio di questi eccipienti.
Ha un alto impatto ambientale. Il dado è prodotto con ingredienti plurilavorati, che hanno richiesto quindi molta energia per I
GLI INSACCATI
Ormai è risaputo che gli insaccati fanno male alla salute, in particolar modo i wurstel e la mortadella.
Si tratta di alimenti realizzati con carne macinata finissima.
In questo modo viene utilizzata la carne di scarto e si ha un’elevata presenza di nitriti e nitrati cancerogeni.
Uno studio condotto dall’Università di Zurigo e pubblicato su “Bmc Medicine“ ha raccolto dati in 10 diversi Paesi europei ed è emerso che consumare quantità eccessive di questo genere aumenterebbe il rischio di malattie, come quelle cardiovascolari o il cancro.
Lo studio ha visto partecipare un ampio campione di età compresa tra i 35 e i 70 anni e si è concentrato sul consumo di carni rosse (bovino, suino, equino e ovino), bianche (pollame, anatra, etc) e lavorate (prosciutti, salami, salsicce, pancetta e insaccati).
Secondo quanto emerso, coloro che consumavano maggiori quantità di insaccati (circa 160 grammi al giorno di carne lavorata) avrebbero avuto una probabilità maggiore del 44% di morte prematura.
Un alto consumo di insaccati provocherebbe anche un aumento del rischio di morte per problemi cardiaci del 72% e quella per tumori dell’11%
FORMAGGI FUSI A FETTE
così come i formaggini, vale la stessa regola dei wurstel.
Questi alimenti sono composti da miscele di formaggi non fermentati a sufficienza, invendibili o avariati che vengono fusi tutti insieme e resi morbidi grazie all’utilizzo di polifosfati, molto pericolosi.
La presenza degli ingredienti di Citrato di sodio (E331) indica l’utilizzo di prodotti ottenuti da scarti di lavorazione.
Anche in questo caso i motivi per evitarne il consumo sono vari:
Rischi per la salute. I rischi per la salute legati al loro consumo sono stati posti in luce di recente da parte di un articolo comparso sulla rivista rumena Evz, ripreso in Italia dal settimanale online Quale Formaggio. La fonte estera ha sottolineato come per i formaggi fusi si spesso presente una composizione di scarsa qualità, che può comportare la presenza di elementi in grado di portare ad impedire la fissazione del calcio nelle ossa. Alcuni conservanti impiegati nella produzione dei formaggi fusi sarebbero legati al rischio di cancro. L’eccesso di sale presente in alcuni prodotti potrebbe essere esso stesso legato all’insorgere di alcuni tipi di tumore ed al rischio di incorrere in patologie cardiovascolari.
Additivi. Secondo uno studio condotto di recente da parte della rumena Anpcpss (Associazione nazionale per la protezione dei consumatori e la promozione di programmi e strategie) i formaggi fusi possono contenere fino a 13 additivi diversi. È dunque raccomandabile controllare con attenzione le etichette per verificare la presenza o l’assenza di alcuni additivi utilizzati come stabilizzanti (E450), antiossidanti (E361) e conservanti (E250). Il conservante E250, in particolare, come riportato da parte della rivista Evz, può compromettere il sistema immunitario dei bambini, distruggendo la flora batterica ed esponendoli ad un alto rischio di infezioni. L’assunzione di nitriti attraverso il consumo di formaggi fusi che li contengano può portare alla formazione nell’organismo di sostanze promotrici dei tumori.
Metodi di lavorazione. I formaggi fusi possono essere ottenuti mediante il riciclo di scarti provenienti da altri formaggi, che possono subire prolungati processi di trasformazione mediante l’utilizzo di sali di fusione, dando origine ad un prodotto contenente composti come fosfato, citrato e sodio, in quantità più o meno elevate a seconda dei prodotti. Noi consumatori non siamo a conoscenza della provenienza delle tipologie di scarti eventualmente impiegati da parte delle aziende produttrici per ottenere formaggi fusi, mentre appaiono di norma ben chiare le tabelle riportanti i valori nutrizionali presenti sulle confezioni degli alimenti. Riguardo gli ingredienti di partenza destinati alla fusione per la realizzazione di formaggini e sottilette sarebbe dunque necessaria una maggiore chiarezza.
Eccesso di sale. La concentrazione di sale può raggiungere i 3 grammi ogni 100 grammi di prodotto per quanto riguarda i formaggi fusi e dovrebbe essere presa in considerazione soprattutto da parte dei soggetti ipertesi ed in caso di somministrazione di formaggi fusi ai bambini. Secondo le più recenti linee guida dell’OMS, gli adulti non dovrebbero consumare più di 5 grammi di sale al giorno. Le linee guida, secondo quanto comunicato da parte dell’OMS, devono essere rispettate anche nel caso dei bambini, sulla base di peso, altezza ed energia consumata, in quanto un bambino con la pressione alta sarà molto probabilmente un adulto con il medesimo problema
Con questo elenco di alimenti da evitare non volevo spavantarvi ma semplicementi consigliarvi su quello più o meno indicato da consumare ...spero vi sia utile
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